Impossibile fermare questa cascata di tristezza.
Le sensazioni di impotenza nel ritornare nella gabbia sono troppe e avvolgenti come tentacoli grossi quanto dei tronchi.
Evadere per pochi respiri d'aria buona e per un po' di vento non ha senso, inizia così la pianificazione dell'abbattimento della foresta di mangrovie dove primeggia l'omertà e il disagio reciproco di una esistenza spigolosa.
Ho acquisito quasi fiducia e sembra che un germoglio stia sbocciando.
sprazzi di abbandoni
domenica 5 maggio 2013
Giorbo 210
lunedì 15 aprile 2013
Giorno 189
Ecco perché é giusto che rimaniamo in tre.
Sei sveglio e tranquillo, ti ho salutato e coperto e me ne sono andata.
Nonostante la tua tranquillità Lei deve venire a parlarti per 5 minuti e dopo averti agitato per bene se ne va e ora non sente le tue urla che invece sento io e penso: "eri così tranquillo e invece adesso no".
domenica 14 aprile 2013
Giorno 188
Chiuderei adesso le finestre della nostra casa, con un po' di tristezza guarderei il sole rimanere fuori e mi preparerei alla sera che arriva.
La soddisfazione di aver i letti che profumano di fresco e il pavimento freddo che scivola sotto i piedi.
Immaginare che sulle pareti sia rimasto un po' del polline dei fiorellini freschi che sono nati nell'erba e ritrovarsi un insetto nuovo e curioso inaspettatamente sulla tavola.
La luce della primavera rifletterebbe sull'albero di mele che mi piacerebbe disegnare nella tua camera e perché sia tutto in ordine visto che mi avanza del tempo stirerei la biancheria asciugata all'aria.
Nella realtà le finestre qui non si sono mai aperte e l'arrivo della sera mi ricorda un giorno di giochi non avvenuti e mi rincuora solo il suo ritorno.
Il letto odora di umido e di stropicciato e il pavimento mal ridotto non si può pestare nemmeno con i calzini per via della polvere, sabbia, peli e rimasugli indecifrabili.
Ho appreso che sono nati i fiori perchè grazie a te passeggio nel pomeriggio tra stradine tranquille, assolate e silenziose ammirando i giardini altrui. Nessun insetto passeggerá su questa tavola.
La tua camera non c'è, non hai il tuo spazio e il tuo albero di mele. Non c'é il tuo tappeto per terra dove rotolarsi e non ci sono giochi ancora chiusi che aspettano le tue mani e la tua bocca per imparare quanto divertente sia passare delle ore con te.
E poiché non posso portarti con me stireró le tue cose mentre rimani in sua compagnia.
I tuoi occhi mi fanno piangere perchè dovresti vivere dove meriti e quando mi sorridi in me cresce l'idea che non faccio abbastanza per te e il rimorso di non riuscire a darti tutto quello che meriti mi accompagna nelle giornate.
Ti accontenterai del mio amore?







